Bordighera

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“BORDIGHERA”: Imparare a fare il volontario trascorrendo un soggiorno estivo con i disabili.

 

 

  


... la UILDM GENOVA ONLUS, organizza una vacanza al mare in località Bordighera-IM rivolta a disabili fisici grazie al prezioso contributo di circa un centinaio di volontari (suddivisi su due turni di circa 8 giorni). Ovviamente aspettiamo anche il Tuo contributo; se sei disponibile, informati meglio contattandoci presso la segreteria.

  

Per partecipanti

 

Il Soggiorno e sistemazione logistica

Il Soggiorno è rivolto ad un gruppo di circa 30 disabili fisici che avranno la possibilità di trascorrere 15 giorni in una struttura abitativa a Bordighera, sulla Riviera Ligure, che si affaccia direttamente sul mare e dispone di stanze e spazi ampi ed idonei alle esigenze di cui spra



Giornata tipo
Durante la giornata, saranno organizzate gite esterne, attività e momenti di animazione varie, in base alle esigenze dei partecipanti e ad un progermma predisposto dal gruppo di organizzatore del soggiorno. Indicativamente la gionata tipo sarà organizzata come segue:

 

La giornata tipo è indicativamente organizzata come segue:

  • mattino: Solitamente in spiaggia a fare i bagni;
  • pomeriggio: In gita, a passeggio per il centro, nei mercati o nuovamente in spiaggia, a seconda della volontà e delle esigenze;
  • sera dopo cena: dedicato a cinema, concerti, gelaterie, sagre e feste paesane, escursioni in Costa Azzurra e altro a seconda delle occasioni. 

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Per il Volontario

Attività Richiesta

Al volontario non viene chiesto solo uno sterile servizio di assistenza al disabile: la vacanza che viene proposta è una esperienza arricchente ma, allo stesso tempo, un'occasione per divertirsi e fare nuove amicizie.
È chiaro che le giornate richiederanno da parte dei volontari un certo impegno e la disponibilità a spingere una carrozzina, a portare un disabile al mare o in bagno e a svolgere altri servizi, ma tutto questo avviene, solitamente, con la massima naturalezza.


Esperienze
il soggiorno per il volontario è gratuito, comprensivo di vitto e alloggio, fatta eccezzione per un piccolo contributo per la copertura di Assicurazione e Tesseramento pari a 20 Euro.

Non è richiesto alcun tipo di esperienza ma solo tanta buona volontà.

 

Se sei interessato o vuoi saperne di più:

Tel. +39.010.5955405

oppure inviaci una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.,

sarai contattato al piu presto!

 

   Grazie a tutti per il sostegno e la collaborazione! 

 

 

ATTEZIONE

QUEST'ANNO 2017, NON AVREMO A DISPOSIZIONE LA STRUTTURA DI BORDIGHERA, PERTANTO IL SOGGIORNO SI SVOLGERA' A SANTA MARGHERITA. PROGRAMMA E ORGANIZZAZIONE RIMANGONO SOSTANZIALMENTE LE STESSE.


 

Di seguito puoi scaricare il Depliant del Soggiorno con tutte le infomazioni

 

pdfSOGGIORNO BORDIGHERA FRONTE        pdfSOGGIORNO BORDIGHERA INTERNO

 

 

 


Volontariato a Bordighera....

Se non hai paura di metterti in discussione, se sei un po’ folle, se nutri l’aberrazione di passare una vacanza a lavorare come un matto anziché oziare, se ti piace la varia umanità, allora fatti la cortesia di venire a fare questa vacanza con noi.
Seminario arcivescovile Pio XI, via Aurelia, Bordighera (IM), Liguria. Italia: queste sono le coordinate geografiche del misfatto.
Da qui in poi la descrizione di quanto avviene diventa difficoltosa, necessariamente lacunosa e, pertanto, si corre il rischio di trasmettere un’immagine falsata. Asetticamente si potrebbe recitare che ha luogo un soggiorno estivo di persone con disabilità motoria con l’aiuto di un congruo numero di volontari, ma così facendo non si renderebbe neanche un centesimo di quell’atmosfera complessa e un po’ folle che ogni anno, magicamente, si crea quando un manipolo nutrito (80 – 100 persone) di varia umanità decide di convivere con l’obbiettivo di divertirsi insieme.
Si può anche elencare l’insieme di attività che si svolgono nell’arco di una giornata, dall’andare in spiaggia a fare il bagno al girare per sagre e mercatini nelle vicinanze, si può anche stuzzicare la fantasia con la chimera di brevi gite in costa azzurra e zone limitrofe, ma il punto è che tutto questo, una volta che ci sei dentro, sembra colo un pretesto, il filo conduttore meccanico, ma non l’elemento fondante.

La caratteristica principale, quella che ti segna dentro, è proprio l’impatto chiassoso della varia umana. Provate, per un attimo, a immaginare un insieme forzato di un centinaio di individui, ognuno con la propria testa, le proprie idee, le proprie abitudini, i propri disagi e le proprie paure, ma con lo spirito di mettersi completamente in gioco per un periodo relativamente breve. E’ questa commistione costruttiva, è questa condivisione serenamente forzata che fanno di questa vacanza un’esperienza più unica che rara.
Se sei nuovo, che tu sia in carrozzina oppure no, al primo impatto ti senti perso.
Decine di persone che sfrecciano, ti salutano, fanno qualcosa e non c’è nessuno che ti prende per mano e ti spiega proprio bene quale deve essere il tuo ruolo, eppure dopo un po’ l’attività ti contagia, il marchingegno, solo apparentemente caotico, ti ghermisce e tu, senza sapere come e perché, cominci a farne parte.

Ci metti almeno un paio di giorni ad assimilare i meccanismi di base e prendere le misure di quello che ti sta capitando, ma sei piacevolmente stupito di quanto sia più facile di quello che avevi creduto in un primo momento.
Se sei un volontario, non hai un minuto per te, la giornata è piena zeppa di cose da fare, eppure la tua testa funziona, gli ingranaggi girano e sono tante le domande e le considerazioni che prendono forma. E ti ci vorranno diversi giorni dopo per digerirle tutte. Sei diventato le gambe e le braccia di qualcun altro.
Da qualche parte del tuo cervello maturi la consapevolezza che stai partecipando al funerale dei tuoi pregiudizi; ed è una sensazione che ti spiazza, ma ti piace.

Ti ritrovi a chiacchierare piacevolmente in spiaggia con una persona la quale, solo un attimo prima, hai aiutato in bagno. Non lo avevi mai fatto prima e ti stai ancora chiedendo come è stato possibile che sia stato lui, con la sua naturalezza disarmante, a vincere il tuo di imbarazzo. Ma, in fondo, sei nuovo e non hai ancora idea di come sia vivere in carrozzina. Però sai che stai cominciando a cambiare prospettiva con cui guardare le cose.
La verità è che la vacanza a Bordighera ti succhia tutte le energie, accettare di venirci è un “suicidio” deliberato. E’ una fatica immane, sia a livello fisico (il lavoro è tanto e gli orari sono decisamente impegnativi) che a livello psichico, ma finchè sei preso dal vortice non te ne rendi conto e tiri dritto.
Quando finisce il turno, la stanchezza ti annienta, come un frontale con un treno in corsa, eppure vorresti continuare. E sai già che l’anno prossimo tornerai, e non per masochismo. Cerchi di ricordare quale motivazione ti aveva spinto a venire, ma non ti viene più in mente. Né fa differenza, tanto ormai l’esperienza ti ha rivoltato come un calzino e hai ben altre cose sulle quali riflettere.
Se non sei un nuovo volontario, ma sei un assiduo frequentatore di questo soggiorno, rimani comunque piacevolmente allibito nel constatare che anche quest’anno, inspiegabilmente, la magia ha funzionato. Sei stranite nell’accettare che, in giro, c’è ancora abbastanza sana follia che spinge le persone a venire a dare una mano, raccogliendo la sfida di mettersi in gioco al cento per cento. E sei comunque contento perché sei tra amici e perché ti senti a casa.
Le considerazioni e le impressioni sin qui descritte, come è ovvio, appartengono ad un volontario, perché è di quella categoria che io faccio parte.Ma è anche vero che, dopo un po’ di tempo, almeno in questa circostanza, i confini tra volontario e disabile tendono a scomparire. Ma tutto questo per giungere ad una conclusione.
Se non hai paura di metterti in discussione, se sei un po’ folle, se nutri l’aberrazione di passare le vacanze a lavorare come un matto anziché oziare, se ti piace la varia umanità, allora fatti la cortesia di venire a fare questa vacanza con noi.
Quando, poi, non riuscirai più a smettere, un po’ mi odierai per averti convinto a “suicidarti” a Bordighera.

 

 

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