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2Come comunicare la diagnosi di malattie complesse e degenerative in modo appropriato è un tema molto dibattuto da anni, poichè si tratta di un momento fondamentale per l’elaborazione della patologia e per l’investimento connesso al futuro di pazienti e familiari.                  Ma anche dal punto di vista dei professionisti, una corretta gestione di questo aspetto comporta implicazioni altrettanto rilevanti sotto il profilo organizzativo, deontologico e psicologico.     Per richiamare l’attenzione degli operatori sanitari e del sociale su questo tema di grande rilevanza, la UILDM Genova Onlus ha deciso di organizzare un convegno per fornire stimoli e indicazioni concrete per favorire una migliore capacità di risposta ai bisogni dei pazienti. L’evento si è svolto sabato 6 Ottobre 2018, presso l’Hotel Mediterranee di Genova Pegli e

ha visto la partecipazione di medici, operatori sanitari e del sociale, rappresentanti di associazioni di volontariato, referenti istituzionali e studenti dell’ateneo genovese.                                                                          

I cinque interventi dei relatori sono stati molto interessanti e ben collegati tra di loro, risultando nel complesso molto chiari ed esaustivi; attraverso numerosi riferimenti alla pratica clinica declinata nei diversi contesti di appartenenza (Ospedale S. Martino, Istituto Gaslini, Centro NEMO, Centri di Riabilitazione) sono stati approfonditi alcuni dei diversi aspetti legati alla comunicazione della diagnosi nei casi di malattie neuromuscolari e genetiche. In particolare, sono emerse la necessità di una costante attenzione alle modalità relazionali ed alle implicazioni psicologiche, l’ opportunità di protocolli definiti e l’ipotesi di una formazione specifica per i medici e i futuri professionisti di questo settore.  

Il messaggio finale e condiviso da tutti è stato che la comunicazione della diagnosi debba essere intesa come un processo, più che come un momento, e come punto di partenza di una reale presa in carico e di avvio di una serie di percorsi di accompagnamento e sostegno sul piano medico, psicologico, socio-assistenziale. Una comunicazione concreta, chiara, rispettosa, empatica e co-costruita con paziente e famiglia può essere considerato il primo mattone di quella nuova casa che dovrà essere predisposta per fronteggiare al meglio la malattia.

CONVEGNO: LA COMUNICAZIONE DELLA DIAGNOSI 6/10/18_ LE FOTO

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