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aumenti pensioni fino a 260 euro nel 2018 1719335Questo breve testo ha lo scopo di chiarire i dubbi che con maggiore frequenza sono stati posti da tanti potenziali interessati sul tema degli aumenti delle pensioni agli invalidi civili.

L’approfondimento è a cura di Carlo Giacobini, direttore del Centro per la documentazione legislativa dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare - Direzione Nazionale.

Partiamo dall’inizio perché ci serve per capire il presente. Nel 2001 è stata approvata una legge (la 448/2001) che fissava un principio: tutti gli anziani dovevano poter contare su un introito almeno di un milione di lire al mese (oggi sarebbero 516 euro circa).

Se l’anziano non arriva a quella cifra fra pensione e altri introiti, lo Stato provvede alla maggiorazione. Percepisce 400 euro? Lo Stato gliene aggiunge 116.

Percepisce 500 euro? Lo Stato gliene aggiunge 16.

E così via. Nel 2001 la stessa legge affermò che questo principio valeva anche per gli invalidi civili, ciechi civili e sordi a partire dai 60 anni di età.

 

Questa la premessa e il meccanismo.

Nel frattempo i 516 euro sono aumentati, in forza dell’adeguamento all’inflazione, a 651,51 euro.

Nel giugno scorso però è cambiato qualcosa di importante. La Corte Costituzione ha sentenziato che quella norma è illegittima e che quella maggiorazione spetta agli invalidi civili totali già a partire dai 18 anni. Il Parlamento (convertendo il decreto 14 agosto 2020, n. 104) ha ampliato la maggiorazione anche  ai ciechi e ai sordi oltre che agli invalidi “previdenziali”. INPS ha preso atto e con una sua circolare (la n.

107) ha fissato le regole per pagare gli aumenti e gli arretrati a chi ne ha diritto.

CHI È DENTRO, CHI È FUORI

 

Chi ha diritto all’incremento?

Gli invalidi civili totali o sordi o ciechi civili assoluti titolari di pensione o che siano titolari di pensione di inabilità previdenziale (legge 222/1984) dai 18 ai 60 anni.

E se un invalido totale ha più di 60 anni?

Ne aveva diritto anche prima. Era già previsto dalla norma del 2001.

E se un invalido totale ha meno di 18 anni?

Non ne ha diritto.

Quindi mio figlio che ha 16 anni non ha diritto a nulla?

Non ha diritto all’incremento, ma continua a percepire o l’indennità di frequenza o quella di accompagnamento. Al compimento della maggiore età, se rientra nei limiti reddituali, potrà avere pensione e aumento.

Sono un invalido parziale? Ho diritto all’incremento?

No, l’incremento spetta solo agli invalidi totali.

L’INCREMENTO

 

A quanto corrisponde l’incremento?

Dipende. Come si è detto ognuno deve poter contare almeno su un introito pari almeno a euro 651,51,  per tredici mensilità. Visto che già si percepiscono almeno 286,5 euro di pensione, l’incremento massimo per un invalido civile totale è 364,70 euro mensili.

Perché “incremento massimo”?

Perché è l’incremento riconosciuto quando la persona è completamente priva di alcun reddito o introito. Supponiamo che una persona oltre alla pensione abbia già un introito pari a 200 euro al mese, l’incremento non sarà più di 364,70 euro mensili ma di 164,70 euro.

IL LIMITE DEI REDDITI

 

Qual è il reddito massimo che non si deve superare?

Il limite di reddito personale di riferimento per il pensionato solo è euro 8.469,63. Se il pensionato è sposato il limite di reddito coniugale è di euro 14.447,42. Attenzione però: per il beneficiario coniugato vale un doppio limite e cioè non deve disporre di redditi propri di importo superiore a 8.469,63 euro e - in aggiunta - i redditi cumulati con quelli del coniuge non devono superare i 14.447,42 euro.

Ma è il reddito ISEE?

No, l’ISEE non c’entra nulla.

E allora quali redditi si contano?

Sono conteggiati tutti i redditi da lavoro dipendente o autonomo, anche occasionale, o a tempo parziale, comprese le borse lavoro comunque denominate, le pensioni previdenziali, incluse quelle ai superstiti

(reversibilità), sono conteggiate anche le pensioni di invalidità, cecità e sordità (escluse, come detto, le indennità) ecc. Praticamente quasi tutto, sia che risulti dal 730 sia che ne rimanga fuori.

E cosa è escluso allora?

Il reddito della casa di abitazione, le pensioni di guerra, le indennità di accompagnamento, l’indennizzo ai soggetti danneggiati da vaccinazione o trasfusione (legge 210).

IL PAGAMENTO

 

Quando iniziano a pagare l’incremento?

INPS in un recente messaggio ha confermato che “l’aumento per gli aventi diritto sarà corrisposto con le mensilità di novembre e dicembre 2020, con le quali saranno messe in pagamento anche le competenze arretrate dovute dal 20 luglio 2020.”

Molte persone hanno segnalato già a fine ottobre di aver rilevato nel proprio “profilo INPS” accessibile in internet, la segnalazione dell’aumento per novembre. Alcuni hanno segnalato anche i primi accrediti di arretrati.

Bisogna presentare domanda?

Gli invalidi civili totali non devono presentare alcuna domanda all’INPS. INPS, se dispone della documentazione necessaria, provvede all’accredito di ufficio, cioè senza presentare la domanda.

Quando pagano gli arretrati?

Dopo che è stato riconosciuto l’incremento, fra novembre e dicembre arriva la comunicazione dell’assegnazione degli arretrati.

PROBLEMI

 

Sono totalmente privo di qualsiasi reddito oltre alla pensione di invalidità eppure non ho visto l’aumento. Cosa può essere successo? Che devo fare?

Il motivo più frequente è che INPS non sia in possesso dei suoi dati reddituali o ce li abbia parziali. Ogni anno la quasi totalità dei pensionati dovrebbero presentare una dichiarazione reddituale all’INPS che si chiama Modello RED. Capita che non si sappia, oppure che si ritenga di non doverlo presentare, oppure che non lo si sia presentato nemmeno una volta. In ogni caso è opportuno chiamare il numero verde di INPS oppure di sentire un patronato sindacale perché questo contatto lo effettui direttamente (al patronato

non va chiesto che cosa può essere successo, ma delegarlo a sentire INPS). Una volta chiarito che cosa è accaduto di solito vengono fornite le indicazioni operative.

Sono totalmente privo di qualsiasi reddito oltre alla pensione di invalidità ma mi è stato riconosciuto un incremento di 50 euro al mese. Che devo fare?

Se si si è assolutamente certi di essere privi di reddito (anche rendite catastali o rendite da patrimoni mobiliari o immobiliari), verosimilmente si tratta di un errore. In questi casi, dopo comunque un passaggio ad INPS, si presenta la domanda di “ricostituzione reddituale” cioè una domanda amministrativa di ricalcolare l’importo della pensione. Lo si fa sul sito INPS, utilizzando il servizio online, magari con l’assistenza di un patronato o rivolgendosi all’INPS territorialmente competente.

Non ho ricevuto l’aumento. Mi è stato detto che devo presentare il RED. Come faccio?

Va detto che è un modulo abbastanza semplice da compilare. Lo si fa sul sito INPS, utilizzando il servizio online (con il proprio PIN), magari con l’assistenza di un patronato o rivolgendosi all’INPS territorialmente competente.

Non ho ricevuto l’aumento. Mi è stato detto che devo presentare la domanda di ricostituzione.

La si fa sul sito INPS, utilizzando il servizio online (si accede con PIN), meglio con l’assistenza di un patronato o rivolgendosi all’INPS territorialmente competente.

Ho solo 5.000 euro di reddito annuo (reversibilità), quindi meno di 8.400 eppure non mi è stato riconosciuto l’incremento. Perché?

Perché sommato all’importo della pensione conta su un introito mensile già superiore ai 651 euro.

Mi è stato accreditata la pensione, l’incremento e anche l’indennità di accompagnamento. Ma non ho visto gli arretrati. Cosa è successo?

Verosimilmente verranno accreditati con la prossima mensilità o a segnalati a dicembre.

Approfondimenti, aggiornamenti, fonti sono disponibili sul sito HandyLex.org.

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